{"id":3533,"date":"2016-06-18T10:33:17","date_gmt":"2016-06-18T09:33:17","guid":{"rendered":"http:\/\/museolaboratorio.it\/?p=3533"},"modified":"2018-05-31T11:26:37","modified_gmt":"2018-05-31T09:26:37","slug":"la-donna-nel-mondo-contadino-serva-ma-anche-padrona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museolaboratorio.it\/en\/post\/italiano-la-donna-nel-mondo-contadino-serva-ma-anche-padrona\/","title":{"rendered":"(Italiano) La donna nel mondo contadino: serva, ma anche padrona"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/museolaboratorio.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3533\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mondo contadino materano, come in tutte le societ\u00e0 del passato, i maschi dominavano sulle femmine, in quanto considerate semplice ricettacolo del seme maschile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale condizione si evidenziava gi\u00e0 al momento della nascita: il figlio, nel quale il padre si identificava, veniva accolto con esultanza; la bambina era considerata un peso, paragonata ad una \u201ccambiale\u201d, sia perch\u00e9 non poteva lavorare come i maschi nei campi o altrove, sia perch\u00e9 la vigilanza sulla sua integrit\u00e0 morale avrebbe richiesto maggiore impegno. Il principio della sua netta inferiorit\u00e0 rispetto all&#8217;uomo aveva, infatti, come diretta conseguenza, un differente criterio di valutazione delle azioni dei rappresentanti dei due sessi, soprattutto nell&#8217;ambito morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un peso, dunque, da sopportare fino al matrimonio, quando veniva affidata dal padre al marito-tutore, in uno scambio da uomo a uomo in cui la donna veniva considerata alla stregua di un oggetto, senza possibilit\u00e0 di scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 da dire che la moglie, per\u00f2, era il fulcro dell&#8217;economia e dell&#8217;equilibrio interni della famiglia della cui gestione era responsabile indiscussa; ma i suoi ruoli non si esaurivano in questo impegno: nei campi svolgeva lavori agricoli di minore portata, come la spigolatura, la vendemmia, la raccolta delle olive ; interveniva in mancanza di manodopera maschile; coltivava l&#8217;orto; allevava animali da cortile; si dedicava a piccole forme di commercio, come la vendita delle uova; occupava il tempo libero con lavori di filatura, rammendo, ricamo, maglieria, per sopperire ai bisogni implacabili della miseria; in caso di vedovanza o di assenza del marito, in guerra o emigrato, la sopravvivenza della famiglia dipendeva da lei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;impiego in lavori nei campi che non richiedevano competenze specifiche faceva s\u00ec che la donna sviluppasse grandi capacit\u00e0 di versatilit\u00e0 ed adattabilit\u00e0 nei ruoli pi\u00f9 diversificati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivit\u00e0 esterne all&#8217;ambito domestico venivano svolte di sera, nel vicinato, spazio aperto e comune in cui la donna poteva uscire dall&#8217;isolamento della propria abitazione e relazionarsi con le vicine con le quali stabiliva un rapporto di mutuo soccorso nel lavoro, nelle esigenze della vita quotidiana e in situazioni particolarmente impegnative, come le malattie, il parto, i lutti. C&#8217;\u00e8 da dire che la stessa comunit\u00e0 esercitava un feroce controllo sociale su tutte le sue componenti e i nuclei familiari di cui facevano parte: dal giudizio dei vicini dipendevano l&#8217;onore e il rispetto, mentre il disprezzo e i pettegolezzi alimentavano, molto spesso, tensioni insostenibili che sfociavano in litigi e situazioni di isolamento sociale, per fortuna sempre reversibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque l&#8217;esistenza maschile e femminile erano contrassegnate anche da una netta separazione degli spazi di lavoro e di svago: l&#8217;uomo, nel tempo libero, poteva uscire, incontrare gli amici in piazza o, pi\u00f9 frequentemente, nelle cantine pubbliche, in luoghi alternativi al vicinato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversa era la situazione delle mogli dei piccoli e medi proprietari che si occupavano s\u00ec della gestione della casa, ma lasciavano le incombenze pi\u00f9 faticose ed umili a chi occupava i gradini pi\u00f9 bassi della scala sociale. Stranamente il benessere rafforzava l&#8217;immagine maschile all&#8217;interno della famiglia e allontanava la donna da qualsiasi impegno economico e produttivo: ci\u00f2 la rendeva completamente dipendente dal padre, dal marito, da un fratello o cognato, nel caso fosse rimasta nubile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo spostamento di asse all&#8217;interno delle famiglie si evince da numerose foto d&#8217;epoca, in cui la donna a volte siede al centro con il marito, altre volte \u00e8 in piedi alle sue spalle, a seconda del peso della sua funzione nell&#8217;economia e nell&#8217;equilibrio familiari. Il primo caso \u00e8 tipico delle famiglie contadine, il secondo di quelle borghesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo di emancipazione della donna \u00e8 stato, negli anni, connotato da grande cautela: il timore di compromettere le proprie possibilt\u00e0 di matrimonio o di nuocere alla reputazione della famiglia di appartenenza hanno frenato atteggiamenti arditi e rivoluzionari, per cui si \u00e8 preferito attendere che la comunit\u00e0 di origine accettasse situazioni e comportamenti innovativi, prima di abbandonare le vecchie consuetudini di sudditanza all&#8217;uomo e di preclusione sociale e culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi qui, come ovunque, la donna \u00e8 libera di scegliere il proprio destino e di intraprendere qualsiasi percorso professionale: sono gli uomini, per fortuna non tutti, che non riescono a liberarsi dell&#8217;ossessione del predominio sulle donne; sono i governi che non intervengono con decisione in situazioni di discriminazione e sfruttamento sul posto di lavoro. \u201cCaporalato\u201d e \u201cfemminicidio\u201d sono termini che ricorrono quotidianamente nei fatti di cronaca, a ricordarci che c&#8217;\u00e8 un percorso di giustizia sociale da completare, a risarcimento di umiliazioni e sofferenze secolari inferte ad una donna amata, odiata, respinta, cercata, sfruttata, sottomessa, mortificata e, forse o soprattutto, temuta.<\/p>\n<p><\/p>\n<div class=\"shariff\"><ul class=\"shariff-buttons theme-default orientation-horizontal buttonsize-medium\"><li class=\"shariff-button facebook shariff-nocustomcolor\" style=\"background-color:#4273c8\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fmuseolaboratorio.it%2Fen%2Fpost%2Fitaliano-la-donna-nel-mondo-contadino-serva-ma-anche-padrona%2F\" title=\"Share on Facebook\" aria-label=\"Share on Facebook\" role=\"button\" rel=\"nofollow\" class=\"shariff-link\" style=\"; 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